«Quando venni al mondo avevo dodici anni, cinque mesi e centosessantaquattro ore. Perché non nasciamo il giorno in cui vediamo la luce, nell’attimo in cui braccia sconosciute ci trascinano nell’infinito e indecifrabile corso della storia, ma molto prima, quando il pensiero di noi si è insinuato nella mente ancora libera di uomini e donne, quando il nome d’un essere inesistente appare nell’orizzonte sfumato d’una vita possibile. Siamo fatti di pensieri più che di carne, e quei pensieri ci vengono distillati nel sangue dalle idee di chi ci ha voluti, così che noi ereditiamo non solo il colore dei capelli o l’arrendevolezza degli sguardi o la cedevolezza del cuore, ma anche le illusioni, le speranze, i rimpianti della nostra ascendenza, che a sua volta li ha ereditati ancora più in là, e ancora più in là, attraverso generazioni di erecti e rudolfensi, fino a giungere al primo uomo, cosicché ognuno porta in sé miniaturizzata la storia dell’umanità intera».
È così che Astolfo Malinverno, protagonista di Malinverno di Domenico Dara, comincia a raccontare la propria storia nell’incipit del romanzo. Una storia che profuma di libri e che ragiona sugli interrogativi esistenziali a cui, da sempre, l’uomo tenta di rispondere. Amore, morte, fantasia e realtà si fondono, allora, in un’opera che è una grande celebrazione della letteratura e le cui trame sono sapientemente tessute dall’autore, cantastorie per eccellenza e voce tra le più autorevoli del panorama italiano contemporaneo.
Gli alunni delle classi IV A CL e V A SU discutono con lui giorno 16 dicembre prossimo alle ore 10:30 sulla piattaforma Google Meet.

 

Condividi sui social
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin
Email this to someone
email